Twin Peaks: chi ha ucciso Laura Palmer? #TUESDAYVINTAGE

Carissimi amici Serializzàti, bentornati al nostro appuntamento rétro del martedì! Oggi facciamo una bella gita in montagna, che ne dite? In un paesino tranquillo, dove tutti si conoscono, pochi e indispensabili negozi…e un efferato omicidio da risolvere. Tutti, infatti, non fanno altro che chiedersi: chi ha ucciso Laura Palmer?

Twin Peaks, opera del visionario regista David Lynch e di Mark Frost, fu una serie tv edita originalmente su due stagioni andate in onda negli Sati Uniti a partire dal 1990, sull’emittente televisiva ABC. In Italia, l’inquietante paesino di montagna con le bizzarre storie di tutti i suoi abitanti, intrecciate in un mistero così grande da non trovare la giusta definizione, giunse dal 1991 sulla rete tv Canale 5, con il titolo I segreti di Twin Peaks.

Come già accennato poco fa, la serie tv si rese un fenomeno unico nel suo genere, con una premessa destabilizzante, l’omicidio di una ragazza ben vista e ben voluta in un paesino di pochi abitanti, uno di quei paesi di una volta in cui davvero “tutti conoscevano tutti”, ma che mostrava, puntata dopo puntata, di avere lati oscuri di grande profondità e sconcertante disumanità. Dopo il ritrovamento del corpo esanime della povera Laura Palmer, lo sceriffo di Twin Peaks Harry Truman (Micheal Ontkean) e i suoi collaboratori vengono affiancati dall’agente governativo Dale Cooper (Kyle MacLachlan), inviato ad investigare sul caso dopo la scoperta di dettagli inquietanti che potrebbero collegare la morte di Laura ad altri omicidi avvenuti in passato. Le indagini seguiranno tutte le piste possibili, mostrando il vero volto dei cittadini di Twin Peaks, le loro perversioni, debolezze e collusioni con il crimine; non da ultimo, l’intera vicenda prenderà una piega soprannaturale inquietante e surreale. Uno sguardo approfondito sulla scomoda verità dietro all’angelica Laura Palmer sarebbe stato invece regalato ai fan nel film prequel alla serie tv, Fuoco cammina con me, del 1992.

Twin Peaks
Il detective Cooper, insieme allo staff della stazione di polizia cittadina. Credits: ABC.

L’episodio pilota di Twin Peaks riscosse un grandissimo successo di share, aprendosi la pista con un boom di ascolti e lasciando ben sperare per il successo delle puntate seguenti. La serie tv presentava elementi nuovi per l’epoca, come una grandissima attenzione alle scene, al dettaglio, alla colonna sonora – indimenticabile la sigla di testa, con le immagini del paese e della segheria e quelle poche note che hanno avuto la capacità di restare impresse nella memoria di ogni spettatore – e l’introduzione di elementi surreali e destabilizzanti e colpi di scena sul finale degli episodi. La serie era bizzarra ma curiosa, ideata per spingere gli spettatori a parlarne fra loro e ipotizzare possibili scenari per gli episodi a venire. Purtroppo, però, Twin Peaks sperimentò un calo crescente degli ascolti, fino a spingere la rete statunitense ABC a cancellarla, fermandosi alla fine della seconda stagione. Come previsto da Laura nella Stanza Rossa, tuttavia, 25 anni dopo la vicenda riprese vita e proseguì, con una terza serie fedele allo stile mantenuto fin dagli esordi e accolta con entusiasmo dai fan.

Twin Peaks
Il buon Gordon Cole con il suo inseparabile apparecchio acustico. Lo riconoscete? È proprio David Lynch! Credits: ABC.

Nonostante il nome più associato a Twin Peaks sia quello di David Lynch, la storia alla base della serie tv è quella di un omicidio avvenuto realmente all’inizio del 1900, diventato nel tempo una storia dell’orrore che la nonna di Mark Frost, co-produttore con Lynch della serie, raccontava sovente al nipotino. La Laura Palmer della vita reale si chiamava Hazel Irene Drew, una ragazza americana bionda e con gli occhi azzurri che, un giorno, venne ritrovata assassinata sulla riva di uno specchio d’acqua. Anche qui, proprio come accadde nella finzione di Twin Peaks, le indagini portarono alla scoperta dei risvolti segreti ed inquietanti nelle vite delle persone assolutamente “normali” con cui la ragazza aveva a che fare quotidianamente. E questa è solo una delle tante curiosità che Twin Peaks nasconde.

Twin Peaks
Agente Mulder, che belle gambe! Aspè, cos-
Credits: ABC.

Ad esempio potrebbe sorprendervi sapere che Bob, l’inquietante apparizione che si mostra nella casa dei Palmer, nonché spirito in grado di possedere le persone – e responsabile delle azioni compiute da Lealand, il padre di Laura – non era un personaggio calcolato fin dal principio, non in quella forma; Frak Silva, l’attore che l’interpretò, infatti, non era nemmeno un attore. Prestava servizio come decoratore di scena e pare che, un giorno, vedendolo spostare e riaggiustare gli elementi d’arredo sul set della camera da dello di Laura, Lynch gli chiese di accovacciarsi accanto al letto della ragazza, guardando dritto in camera. In seguito, il regista si accorse che Silva si vedeva per errore in una scena già girata, perché riflesso in uno specchio. A questo punto, Bob con le sue proprietà spaventevoli venne integrato a pieno titolo nel cast. Un’altra curiosità è l’eloquio dei personaggi all’interno della misteriosa Stanza Rossa: ricorderete che là tutti i presenti si esprimevano in maniera a dir poco difficile da comprendere. In realtà l’effetto disturbante di queste parole non è dovuto ad una distorsione del suono aggiunta in post produzione, come verrebbe naturale pensare: quando nella Stanza Rossa, tutti gli attori memorizzavano e recitavano le loro battute al contrario. In fase di post produzione, queste frasi venivano ribaltate di nuovo.

Quello che si sente, a farla breve, è la versione al contrario della versione al contrario delle battute di ciascuno. E per concludere con le stranezze relative a Twin Peaks, si vocifera che, un giorno, qualcuno fece una telefonata alla produzione dello show, chiedendo di rivelare l’ideantità dell’assassino di Laura Palmer. La telefonata era stata richiesta attraverso una telefonta precedente, la quale a sua volta era stata frutto di un’altra telefonata. Alla base di questa catena di chiamate, pare ci fosse il presidente degli Stati Uniti, a sua volta contattato dal suo omologo dell’allora URSS, Mikhail Gorbachev, fan sfegatato della serie. Tempo dopo però, durante un’intervista, su questo punto Gorbachev dichiarò di non avere la più pallida idea di cosa Twin Peaks fosse.
Ne converrete, è tutto molto Lynchano.

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Dopo questa passeggiata ad alta quota, fra monti, laghi e verità scioccanti, è ora di lasciare Twin Peaks e i suoi misteri. Ci vediamo il prossimo martedì, con una nuova destinazione!