#TuesdayVintage: Il mio amico Arnold, lo show contro il razzismo

Per chi è nato negli anni ’80 è impossibile che non riconosca un telefilm che ha fatto, a suo modo, la storia della televisione di quel tempo e che, purtroppo, è ricordato anche per episodi spiacevoli che coinvolgono alcuni membri del cast della serie. Stiamo parlando di Il mio Amico Arnold.

Il mio amico Arnold, conosciuta così in Italia, ma dal titolo originale di Diff’rent Strokes, è andata in onda dal 3 novembre 1978 fino al marzo del 1986. Ideata da Jeff Harris e Bernie Kukoff.

La serie narra le vicende di due fratellini afroamericani, Arnold e Willis Jackson, di 8 e 13 anni, che vengono affidati ad un ricco uomo d’affari bianco, Philip Drummond, dopo esser rimasti orfani della madre, governante in casa dello stesso signor Drummond. L’uomo è anche padre di una giovane adolescente, Kimberly, che farà subito amicizia con i due fratelli.

Se si tiene conto degli anni in cui  il telefilm va in onda Il mio amico Arnold, sembra subito chiaro che tipo di presa di posizione avevano in mente gli autori: una significativa lotta al razzismo, tema più volte affrontatone corso delle stagioni.

Anche i meno avvezzi alla serie in questione ricorderanno la celebre frase “Che cosa stai dicendo, Willis?”, detta da Arnold in molte e molte occasioni.

Nel corso degli anni, ci sono stati altalenanti cali d’ascolti, quasi quanto i cambi di attori e comparse. Alla fine della prima stagione, Charlotte Rae, interprete della signora Edna Garrett decide di abbandonare lo show per recitare nello spin- off, L’albero delle mele, di cui, se vorrete, tratteremo in un prossimo #TuesdayVintage.

Questa è solo una delle numerosissime uscite di scena a cui i telespettatori hanno assistito senza dare continuità alla storia o coerenza di trama. Diana Plato, la Kimberly dolce e gentile della serie, scoprì di essere incinta durante la metà della sesta stagione e chiese agli sceneggiatori di poter continuare a recitare inserendo anche la sua gravidanza nella storia. Dopo il rifiuto da parte dei piani alti, decise di abbandonare lo show e, per il pubblico, Kimberly partì per studiare in Francia, facendo qualche sporadica apparizione più in avanti nel corso delle stagioni rimanenti.

Le guest star non si sono risparmiate in questa serie tra cui Nancy Regan ( si, la moglie del presidente), Kareem Abdul-Jabbar, Muhammad Ali e dalla stagione quattro alla stagione sei Janet Jackson, prima che la sua carriera da cantante esplodesse, ha interpretato il ruolo della fidanzata di Willis.

Fun Fact: nell’ultimo episodio della serie Willy, il principe di Bel Air, Arnold e la sua famiglia arrivano in casa del protagonista con l’intento di acquistarla. Si crea subito un simpatico siparietto che culmina con la celebre frase del bambino, rivisitata: “Che cosa stai dicendo, Willy?”

All’inizio dell’articolo vi ho parlato di episodi incresciosi riguardanti i tre attori più piccoli  Il mio amico Arnold. Ricordate?

Ebbene, ognuno di loro, ha avuto problemi con la giustizia e con varie dipendenze.

Gary Coleman, il simpatico Arnold Jackson, era affetto da gravi problemi fisici, non crebbe mai oltre il metro e trenta di altezza. Fin da piccolo ha avuto a che fare con la legge, iniziando con il citare in giudizio i suoi genitori, accusandoli di essersi intascati i proventi della sua carriera di attore.  Nel 2003 tentò la carriera politica candidandosi come governatore dello stato della California, ma vinse Arnold Schwarznegger. Fu arrestato due volte per aver volontariamente investito una persona con la sua auto e per violenza domestica. Dal carattere irascibile e litigioso, morì nel 2010 in seguito ad una caduta.

Todd Bridges, Willis Jackson, inizia molto presto la carriera nello show bitz e dalla metà degli anni ’80 diventa dipendente da droghe, rischiando anche di morire per overdose. Nel 1988 rischia la galera per tentato omicidio. Ad oggi è l’unico attore del cast ad essere ancora vivo.

Abbiamo già parlato di Diana Plato, la piccola Kimberly, costretta ad abbandonare la serie a causa della sua gravidanza precoce (all’epoca aveva solo 16 anni). Tenta il rilancio di carriera posando nuda per playboy e concedendosi in un film per adulti. Verrà arrestata nel corso di una rapina a mano armata e per contraffazione per una ricetta di Valium. Muore nel 1999, 34 anni, suicida per overdose. Stessa sorte toccherà al figlio Tyler nel 2010.

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Queste tragedie non hanno però inficiato sul bel ricordo che il pubblico ha di Arnold e di tutta la serie, ritenendola ancora oggi una delle poche ad aver avuto il coraggio di affrontare il tema del razzismo con simpatia e buoni sentimenti.