The X-Files: la verità è là fuori #TUESDAYVINTAGE

Cari amici Serializzàti, bentornati al nostro appuntamento rétro del martedì – e di nuovo, non un martedì qualunque: buon Capodanno!! In questo festoso Tuesday Vintage vogliamo iniziare il 2019 ritornando agli anni ’90, quando iniziò ad essere trasmessa una serie tv che segnò un’epoca: The X-Files. Lo show, tornato alla ribalta qualche anno fa con due stagioni nuove, venne per la prima volta trasmesso negli Stati Uniti dall’emittente televisiva Fox nel 1993, dove continuò ad intrattenere gli spettatori per nove stagioni. In Italia, The X-Files giunse nel 1994, dapprima su Canale 5, ed in seguito si Italia 1. Le stagioni dieci ed undici, invece, vennero trasmesse da Fox.

La serie, prodotta da Chris Carter, seguiva le avventure di una coppia di agenti dell’FBI, la metodica e razionale dottoressa Dana Scully (Gillian Anderson) e il bizzarro e tenace Fox Mulder (David Duchonvy), determinato a scoprire la verità dietro agli avvistamenti alieni, dopo la traumatica scomparsa della sorellina, avvenuta in circostanze paranormali quando lui era ancora un ragazzino. Quasi incapaci di collaborare al principio, i due agenti affronteranno insieme situazioni allucinanti e inspiegabili in ogni angolo degli Stati Uniti, sviluppando un legame umano sempre più forte e una determinazione sempre maggiore a scoprire la verità, nonostante tutti i depistaggi e i pericoli costituiti quando dagli oggetti delle loro ricerche, quando da frange nascoste del loro stesso governo; spesso si troveranno con le spalle al muro, ma contando l’uno sull’altra e grazie al supporto del loro superiore, Walter Skinner (noto agli spettatori italiani anche come “Skinnettino”, interpretato da Mitch Pileggi), i due riusciranno ad uscire, non sempre illesi, da tante situazioni apparentemente senza via d’uscita.

X-Files
Credits: Fox

Può parere strano, ma l’idea alla base di The X-Files deriva dai risultati di un sondaggio realizzato nel 1992 negli Stati Uniti, secondo cui ben 3,7 milioni di americani dichiaravano di essere stati rapiti dagli alieni. Carter rimase colpito da questi numeri, e realizzò che l’argomento delle adduzioni avrebbe potuto interessare il pubblico. La sceneggiatura contemplava una coppia di agenti, un uomo e una donna, fin da subito; e Carter voleva che lo scienziato fra i due fosse la donna. Dana Scully fu un personaggio che, col senno di poi, lasciò un segno nella cultura pop. Al principio, la produzione della serie propose che fosse la prosperosa Pamela Anderson ad interpretarla, forte del successo e della notorietà accumulata con Baywatch; alla fine, però, venne selezionata Gillian Anderson, che tempo dopo dichiarò di essere stata sotto pressione per tutta la prima stagione, poiché si accorgeva chiaramente che la produzione e la stessa Fox dubitavano di aver scelto l’attrice giusta. “Volevano una donna più alta, con un seno abbondante e con le gambe lunghe”, spiegò durante un’intervista.

X-Files
Grazie alla Scully Box, nessuno si è accorto della differenza di statura fra i due co-protagonisti. Credits: Fox

La Anderson tenne duro nonostante il clima non fosse dei migliori, anche dal punto di vista tecnico. Ad esempio, il fatto che lei e il suo collega Duchovny presentassero una notevole differenza di statura si tradusse in un problema, poiché i visi di entrambi non entravano nella medesima inquadratura; per ovviare al problema, si ricorse a quella che la produzione battezzò “the Scully box”, una pedana che permetteva all’attrice di sembrare più alta, creandole anche qualche disagio: la stessa Anderson ha raccontato che non una sola volta, infatti, assorbita nella recitazione si scordasse di trovarsi sul rialzo, dimenticanza che le costava di cadere dal gradino. A complicare le cose, i due detective, così uniti nel telefilm, si tenevano invece reciprocamente in antipatia nella vita reale: fu solo anni dopo, col tempo e la pazienza, che i due riuscirono a costruire un’amicizia. Eppure, al di là di tutti gli ostacoli, Dana Scully ha lasciato un’impronta: non solo come ispirazione per l’evoluzione dei personaggi femminili nelle serie tv e nei film, ma anche nella vita reale: grazie a quello che venne definito “l’effetto Scully”, molte ragazzine spettatrici dello show, ispirate da Dana, scelsero una carriera negli studi scientifici. E brava Scully!

X-Files
Skinnettino, attento! Credits: Fox

In effetti, la serie affrontava una varietà di argomenti, molti dei quali strettamente legati alla scienza e alla fisica. Per essere certo di offrire agli spettatori delle situazioni quanto più fattibili possibile, Chris Carter si avvalse nella stesura della sceneggiatura di veri scienziati come consulenti, fra cui Anne Simon, esperta di microbiologia per l’Università del Maryland. In seguito all’esperienza di The X-Files, la Simon scrisse il libro The Real Science Behind the X-Files: Microbes, Meteorites, and Mutants. Scienza, effetti speciali per l’epoca innovativi e una continua ricerca di risposte nel mondo del soprannaturale, presente nelle sue forme più varie, dalle creature nate in miti e leggende, a spauracchi contemporanei e metropolitani, sempre seguendo il fil rouge de “gli alieni sono fra noi”, complotti e depistaggi: The X-Files aveva argomenti a sufficienza per affermarsi come cult.
A proposito: ci credereste? Nella vita reale David Duchovny è lo scettico della coppia, mentre Gillian Anderson si è detta molto incuriosita dal soprannaturale!

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E bene, amici Serializzàti, ricordandovi che la verità è la fuori, rinnoviamo i nostri migliori auguri per un felice 2019 e vi diamo appuntamento al prossimo martedì!