Millie Bobby Brown come Natalie Portman: la sessualizzazione dei minori non è un fenomeno nuovo

Share on Facebook178Tweet about this on TwitterShare on Google+0Email this to someone

Millie Bobby Brown, ancor prima di essere Eleven in Stranger Things, è una preadolescente: ha tredici anni e ne compirà quattordici il 19 febbraio del 2018. In queste ultime settimane l’abbiamo vista calcare i red carpet per presentare la seconda stagione della serie, di cui è una delle interpreti principali. Il modo in cui i truccatori e gli stilisti l’hanno vestita e truccata ha scatenato una polemica infinita, che sta sfociando in una non molto velata accusa di sessualizzazione, o erotizzazione.

La sessualizzazione non è altro che una sorta di eccitamento sessuale provocato dalla stampa, dal cinema e dalla pubblicità nei confronti di un personaggio pubblico, al fine di vendere un prodotto. Dopotutto, Hollywood negli ultimi tempi è stata investita da accuse di molestie, stupri e pedofilia (vedi il caso Weinstein); la sessualizzazione, tuttavia, c’è sempre stata. Non è un nuovo fenomeno, strettamente legato agli anni di libertà sessuale che stiamo vivendo; già nel 1991, l’esperto di comunicazione Neil Postman aveva denunciato la scomparsa dell’infanzia. Perché andando a sbirciare nel passato di Hollywood ritroviamo una giovanissima Natalie Portman, vincitrice del Premio Oscar per la sua interpretazione nel film Il Cigno Nero, non proprio in abiti adatti a una ragazzina, quando aveva la stessa età di Millie. In questa foto aveva tredici anni. Era il 1994.

Share on Facebook178Tweet about this on TwitterShare on Google+0Email this to someone

Commenti

Altri di Serena De Filippi

Netflix ha in cantiere una nuova serie tv ambientata a Parigi

1780Netflix sta per lanciare la sua prossima serie originale in lingua francese,...
Leggi tutto