How I Met Your Mother: quei 45 giorni in più di Ted Mosby

Time Travelers, tradotta in italiano semplicemente come “Viaggiatori nel tempo”, è forse una delle puntate più tristi di How I Met Your Mother. Sicuramente quella più significativa, che racchiude in pieno ciò che è il significato intrinseco di questa serie: la ricerca del vero amore, della persona giusta, di quella che porta con sé l’ormai conosciutissimo ombrello giallo. È anche la puntata che più di tutte ci “anticipa” in un certo senso ciò che accadrà con il finale, che ancora oggi divide i fan tra chi lo detesta e chi invece lo ha apprezzato, trovandolo semplicemente perfetto.

La scena madre di questo episodio arriva alla fine. Siamo al MacLaren, ovviamente, e al solito tavolo troviamo seduti Ted e Barney. All’improvviso, l’indiscusso protagonista di How I Met Your Mother decide di tornare a casa e resta sorpreso del fatto che l’amico, che solitamente ama trascinarlo nelle situazioni più disparate, non cerchi nemmeno di trattenerlo. Alla sua richiesta di spiegazioni, Barney risponde spiazzandolo: tutto quello che è accaduto durante la puntata non è altro che il ricordo di un episodio avvenuto cinque anni fa. E il resto non è stata altro che fervida immaginazione di Ted.

Marshall e Lily sono di sopra, che cercano come al solito di far dormire il piccolo Marvin. Robin e Barney stanno invece litigando per il catering del loro matrimonio che, come scopriremo, sarà decisivo per la ricerca dell’anima gemella del nostro Ted. L’immaginario Barney si congeda con parole che suonano come un macigno:

Guardati intorno, Ted. Sei da solo.

Ted si accorge quindi di essere davvero solo: davanti a lui soltanto una birra e un biglietto per Robot vs. Wrestlers. Ma quel tavolo che aveva finora assistito e fatto da casa a mille storie del suo gruppo di amici era adesso vuoto. Vuoto come il cuore di Ted, nel momento peggiore della sua vita, sentimentalmente parlando.

Più del matrimonio mai iniziato con Stella. Più dell’ennesimo tentativo fallito con Victoria. Più della pugnalata definitiva inferta da Robin. È un Ted diverso, maturato, ma che sente il peso sulle spalle degli ultimi fallimenti. Lui, il romantico per eccellenza, colui che è stato in grado di far piovere (non dategli torto su questo!), colui che ha passato otto ore a sistemare delle luci natalizie solo per risollevare il morale di Robin, colui che crede nel destino, adesso…ci crede meno. Ci crede pochissimo. Sembra quasi rassegnato all’idea di morire da solo, circondato da gatti, vecchi fogli di giornale e cartoni da pizza. Quando si accorge che i suoi amici sono andati avanti, persino Barney, Ted prende piena consapevolezza della sua solitudine. E osserva tristemente davanti a sé, immobile.

“Sapete cosa farei prima di tutto?”

Il momento chiave arriva dopo. Il Ted adulto racconta ai suoi pazientissimi figli che, riguardandosi indietro, non sarebbe mai andato a vedere Robot vs. Wrestlers.

No, sarebbe andato a casa, nel suo vecchio appartamento. Avrebbe dato uno sguardo al suo tavolo da lavoro, in cui progettò il suo primo edificio. Si sarebbe seduto sul divano, assaporando il profumo del cibo indiano provenire da tre piani sotto. Sarebbe andato a trovare Lily e Marshall, in quel salotto dove sono accadute tante cose, per giocare col piccolo Marv. Sarebbe passato da Barney e Robin per vederli litigare su…qualsiasi cosa stessero litigando. Ma soprattutto, la prima cosa sarebbe stata quella di correre all’impazzata, a perdifiato, infilandosi tra la folla come una scheggia impazzita fino ad arrivare a quel palazzo, a quella porta che rivela l’appartamento di colei che presto sarebbe diventata la sua amata. L’anima gemella. Le parole che le rivolge nella sua immaginazione sono una delle più belle dichiarazioni d’amore mai viste in una serie TV:

Ciao, sono Ted Mosby. Ed esattamente tra 45 giorni da adesso, ci conosceremo e ci innamoreremo. Ci sposeremo, avremo due figli e li ameremo tantissimo. Tutto questo è distante 45 giorni. Ma se sono qui adesso è perché suppongo che voglia quei 45 giorni in più con te. Li voglio: uno per uno. Guarda, se non posso averli, mi accontento dei 45 secondi prima che arrivi il tuo ragazzo e mi colpisca con un pugno in faccia. Perché… ti amo. Ti ho sempre amata. Fino alla fine dei miei giorni…e oltre. Vedrai.

È una scena triste e al contempo di una potenza inaudita. Che assume un significato ancora più profondo se rivista dopo il finale.

“Ti amo. Ti ho sempre amata. Fino alla fine dei miei giorni…e oltre. Vedrai”

Quei 45 giorni in più che vorrebbe tantissimo Ted sono il desiderio di stare ancora un altro po’ con la persona amata, nonostante una terribile malattia abbia deciso di portarsela via prima del tempo. E c’è la promessa di un amore infinito. Che scatta subito: il famoso “lebenslangerschicksalsschatz” di cui gli aveva parlato Klaus poco tempo prima. E che va oltre la morte.

I 45 giorni che separano Ted da Tracy sono il momento più difficile nella vita sentimentale del nostro amato protagonista. La parte più buia della notte. Prima di quell’alba, che arriva sotto la pioggia, sulla banchina della stazione di Farhampton, sotto la protezione di un ombrello di colore giallo.

 

 

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