The Haunting of the Hill House – Recensione: una ghost story moderna e disturbante

Come se non avessimo abbastanza serie tv da vedere, Netflix ci regala una piccola perla in occasione di Halloween. Un po’ per aiutare il suo pubblico a immergersi nell’atmosfera tetra della seconda metà ottobrina, un po’ – diciamolo – per farcela fare addosso. The Haunting of the Hill House parla tanto di una famiglia unita quanto di una casa spettrale, dentro le cui mura sono nascosti segreti impenetrabili.

Lo show horror creato da Mike Flanagan (tratto dal romanzo di Shirley Jackson) ruota intorno a un tragico evento passato che a poco a poco viene rivelato nel corso della stagione; gli episodi sono 10 in tutto e si chiudono con cliffhanger che, credetemi, vi costringeranno a binge-watchare Hill House senza pause, fin quando non vi renderete conto attoniti che è proprio ora di dormire, o di uscire (o di fare qualcos’altro che non sia guardare la tv).

La prima puntata ci presenta tutti i personaggi e ci “infiocchetta” la casa, protagonista assoluta della serie tv. Il pilot comincia anche a illustrare gli eventi terribili che hanno portato la famiglia Crain a fuggire dall’abitazione nel cuore della notte: Hugh e Olivia Crain (Henry Thomas e Carla Gugino; Timothy Hutton interpreta Hugh con qualche anno in più sulle spalle) vivono di house flipping e vedono in Hill House, una magnifica dimora gotica etichettata come casa più infestata d’America, il loro biglietto di sola andata per una vita agiata. Rinnovando la casa, che hanno in programma di fare con pochi mesi, e vendendola a caro prezzo, riuscirebbero a guadagnare abbastanza da poter costruire l’abitazione dei loro sogni e smettere di spostarsi con i figli da un progetto all’altro.

Famiglia Crain al completo. O quasi.

La tenebrosa Hill House è davvero in forma per essere vuota da anni, ma i Crain scoprono presto che rinnovarla è tutt’altro che semplice e, come potrete immaginare, l’elemento soprannaturale peggiora solo le cose. I cinque figli dei Crain – Steven (interpretato da Michiel Huisman in versione adulta), Shirley, Theodora, e i gemelli Nelly e Luke – quasi immediatamente percepiscono i fantasmi, che non sono troppo timidi a far sentire la loro presenza. Ciò che mi sento di recriminare (ed è l’unica cosa) è che alcuni dei Crain rimangono ostinatamente scettici sull’esistenza dei fantasmi. Sanno che sta succedendo qualcosa di molto strano, ma preferiscono giustificare tutto con scherzi della mente, stress o abuso di sostanze.

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Oltre a essere visivamente terrificanti, gli spiriti sono crudeli e insidiosi; compaiono nelle notti buie e tempestose, ma spuntano anche quando non li si aspetta. Indipendentemente dal fatto che i fantasmi che vedono siano “reali” o immaginati, due cose sono assolutamente certe: i Crain sono tutti traumatizzati e impauriti, hanno sensi di colpa e rimpianti, e tutto riconduce a Hill House. Nessuno di loro, da adulti (la serie è strutturata tra passato e presente, un po’ come This is Us), vive una vita felice.

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