The End of the F***ing World – Recensione: Una storia d’amore diversa dalle altre

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The End of The F***ing World è il titolo dell’ultima dark comedy aggiunta al catalogo Netflix lo scorso 5 gennaio. Composta da soli otto episodi da 25 minuti ciascuno, la serie presenta un arco narrativo completo che si sviluppa in poco più di tre ore e che lascia lo spettatore completamente soddisfatto. La trama ruota intorno ai due protagonisti: James, un ragazzo di appena diciasette anni fermamente convinto di essere uno psicopatico, e Alyssa, una ragazza problematica dalla lingua tagliente, distrutta dall’ambiente ostile e senza amore in cui vive. Le strade dei due si incrociano a scuola, fino a portarli ad intraprendere un viaggio in fuga da una realtà nella quale era, per loro, impossibile continuare a vivere.

James, vittima di un trauma avvenuto quando era piccolo, durante la crescita ha mostrato segni di comportamenti piuttosto strani, come inserire la mano dentro la friggitrice oppure uccidere piccoli animali innocenti. Il suo obiettivo adesso è passare al “livello successivo”: compiere un omicidio per provare l’ebbrezza del togliere la vita ad un altro essere umano e forse riuscire così a provare un qualsiasi tipo di sentimento. Vede proprio in Alyssa la sua potenziale preda: lei che, al contrario, è una ragazza sfacciata, impulsiva che si sente intrappolata nel suo nido familiare. In seguito all’abbandono del padre, la madre si è risposata con un individuo che rende difficile la sua vita dati i commenti sessuali molesti che subisce da parte dell’uomo. Sentendosi in trappola e volendo trovare un mondo per sfuggire alla solita monotonia decide di legarsi sentimentalmente all’unico ragazzo (James) che ha comportamenti disfunzionali quanto i suoi, se non addirittura peggiori.

No, non sarà una convenzionale storia d’amore.

Una storia d’amore che rietra nella categoria delle più strane e tra le più avvincenti che siano mai state portate sul piccolo schermo negli ultimi tempi e che porta alla luce le problematiche adolescenziali più tipiche: le insicurezze, la difficoltà nel comunicare, le inesperienze, l’abbandono, il sentirsi inadatti e il voler scappare il più lontano possibile da tutto e da tutti. Un amore che si svolge “on the road” nello stile propriamente tipico di Bonnie e Clyde, rendendo i nostri due protagonisti dei piccoli fuorilegge. Il tutto intrinso da un umorismo nero che non calca mai la mano o risulta eccessivo.

Alex Lawther e Jessica Barden risultano perfetti nei loro ruoli, come se il personaggio da loro interpretato gli si fosse stato letteralmente cucito addosso. La coppia si mostra molto credibile nelle vicende che è tenuta a rappresentare riuscendo a renderci empatici nei confronti dei due protagonisti, nonostante le situazioni esagerate che affrontano. La storia inoltre si sviluppa con la voce narrante dei ragazzi che ci rende partecipi dei loro sentimenti, delle emozioni da loro provate e di tutto quello che gli frulla per la testa venendo a stretto contatto con quelle insicurezze tipicamente adolescenziali.

James e Alyssa insieme, nonostante il loro essere dei veri e propri… disadattati, trovano l’uno nell’altro il modo di vedere il mondo un po’ meno marcio: con occhi diversi insomma e vivendo insieme, stando a stretto contatto, cambiano e si migliorano a vicenda.

The End of The F***ing World, nonostante sia una serie estremamente breve, presenta una colonna sonora di ottima fattura e una scenografia perfetta che vi terrà incollati allo schermo fino alla fine degli otto episodi. Se non avete ancora ceduto al suo fascino, è il momento di farlo!

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8.5
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