Knightfall – Recensione in anteprima degli episodi 1 e 2: la fede ai tempi dei Templari

Per tutti gli appassionati di serie tv storiche sta arrivando una nuova e fresca novità: a partire dal 13 dicembre alle ore 21 verrà trasmessa su History Channel (canale 407 di Sky) Knightfall, che narra le vicende dei Cavalieri Templari. Creata dalla collaborazione tra Don Hartfield e Richard Ryner, ci catapulta direttamente nel medioevo portandoci alla scoperta di questo antico ordine, un gruppo di militari intorno cui aleggiano molti misteri e leggende per via della loro smisurata forza che usavano per difendere le più preziose reliquie della cristianità.

Fondati inizialmente sotto il nome di Cavalieri del Tempio di Salomone, il loro compito era quello di proteggere i pellegrini durante il loro viaggio verso Gerusalemme, ma in seguito divennero l’ordine militare più potente delle Crociate. In aggiunta alla loro forza c’era il fatto che furono pionieri delle banche e dell’economia in generale tra il dodicesimo e il tredicesimo secolo, ragion per cui erano ricchissimi e molte autorità risultavano indebitate con loro: una di queste era proprio il re di Francia Filippo IV, il quale accusò ingiustamente i templari di una serie di crimini, li perseguitò e li uccise. Il re non avrebbe mai ammesso di essere in debito con loro e piuttosto che risarcire la somma decise di sciogliere l’ordine una volta per tutte in quel nefasto venerdì 13 del 1307, da allora simbolo di sventura.

Ho visto i primi due episodi di Knightfall in anteprima e mi sono piaciuti parecchio. La serie inizia con la caduta della città di Acri, l’ultima roccaforte dei Templari in Terra Santa, luogo dove il Sacro Graal è andato perduto. In seguito alla sconfitta, i Templari battono in ritirata e cercano di portare in salvo il Graal, ma falliscono miseramente perdendo per sempre la possibilità di ritrovarlo (o almeno così credono). Dopo la disfatta avvenuta in Terra Santa, si stabiliscono a Parigi dove il clima non è certo dei migliori: in città si sente una forte tensione tra i cristiani e gli ebrei. Qui abbandonano la spada e la loro sacra missione per svolgere perlopiù esercizi economici.