The Walking Dead: per Scott Gimple la serie “è arrivata alla fine di un’era”

ATTENZIONE! Il seguente articolo contiene commenti spoiler incentrati su un particolare evento visto nel corso dell’ episodio 8×09 di The Walking Dead intitolato “Honor”, “Onore” in italiano. Nell’eventualità in cui non abbiate avuto modo di vederlo siete ancora in tempo per salvarvi facendo ritorno alla nostra homepage cliccando qui. In caso contrario proseguite pure con la lettura!

 

 

 

 

 

 

Dopo mesi di attesa The Walking Dead 8 è tornato a fare compagnia al suo pubblico con un nono episodio, tanto atteso quanto temuto. I fan dello zombie-drama di AMC hanno certamente conosciuto giorni migliori: Carl Grimes ha infine dato il suo triste e angosciante addio a Rick, a Michonne e al mondo intero passando il testimone della sua nobile impresa alla piccola sorellina Judith nel corso di una straziante puntata di durata eccezionalmente estesa.

The Walking Dead 8

Sono in molti a pensare che la triste sorte toccata al ragazzo faccia in realtà parte di una manovra più ampia, volta ad innalzare l’indice degli ascolti colato a picco nell’ultimo periodo. Parlando ai microfoni di TVLine, lo showrunner Scott Gimple ha però fornito una diversa interpretazione degli eventi, spiegando più nel dettaglio cosa lo abbia spinto a eliminare in modo del tutto inaspettato il giovane Carl.

“Volevamo raccontare una storia diversa rispetto a quella dei fumetti ma uguale per intensità emotiva, in modo che i lettori della versione cartacea  non potessero prevedere con esattezza ciò che sarebbe accaduto. E’ una cosa che pensiamo di ripetere anche in futuro: a volte trasporteremo alla lettera un evento dal fumetto allo schermo mentre altre racconteremo la stessa vicenda in modo molto diverso con l’obbiettivo di intensificarne il messaggio. Ovviamente la morte di Carl ricade in questa seconda categoria: per certi versi è come se con la sua dipartita si fosse chiusa un’era per The Walking Dead, mentre una nuova sta per aprirsi all’orizzonte”.

Fin dall’inizio del viaggio, e con maggiore intensità dalla morte della madre in poi, l’obbiettivo di Carl è sempre stato quello di contribuire in modo concreto alla realizzazione di un Nuovo Mondo in cui potesse esserci spazio per tutti, un’utopica realtà post-apocalittica costruita su solide alleanze e rispetto reciproco. “Aveva bisogno di essere la persona giusta, quella capace di spingere il mondo verso una certa direzione lanciando al tempo stesso il proprio personale messaggio. La sua visione delle cose può non essere condivisa da tutti (Rick in primis) ma volevamo che avesse il grande peso di provenire da questo piccolo eroe in pessime circostanze. E, nonostante tutto, il mondo in cui viveva Carl era ancora quello di The Walking Dead: se la medesima cosa fosse successa a un altro personaggio non avrebbe avuto lo stesso effetto, non sarebbe stata la stessa cosa.

Quali altri avvenimenti ci attendono in The Walking Dead e come finirà la guerra contro Negan? Stando a quanto affermato da Gimple fare previsioni basandosi sugli eventi del fumetto potrebbe rivelarsi inutile, non ci resta che aspettare!

Fonte: TVLine

 

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