Il regista de Il Signore degli Anelli dice la sua riguardo la serie tv Amazon

Le avventure de Il Signore degli Anelli ritorneranno ma, per la prima volta, sul piccolo schermo, in una serie televisiva tutta nuova prodotta da Amazon. Infatti, non verrà realizzato un remake della famosa trilogia cinematografica di Peter Jackson ma la trama rivelerà scenari e personaggi inediti ambientati precedentemente a La Compagnia dell’Anello.

Sarà una delle serie tv più costose mai realizzate per un portale streaming: il tutto verrà a costare circa 1 miliardo di dollari tra spese del cast, set, effetti speciali e vari accordi con gli eredi di Tolkien e le case di produzioni dei libri e dei film. Inoltre, sono già in programma cinque stagioni e il suo debutto su Amazon Prime Video avverrà non prima del 2020.

Secondo informazioni rivelate durante questi ultimi mesi, pare che la serie tv seguirà le vicende del giovane Aragorn (interpretato nei film da Viggo Mortensen) nella Terra di Mezzo.

Ma cosa ne pensa Peter Jackson, il regista premio Oscar della celebre trilogia de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit, che si è tanto dedicato alla trasposizione cinematografica dei racconti di Tolkien? In un’intervista rilasciata a ComicBook, egli ha espresso chiaramente tutto il suo entusiasmo a riguardo, dichiarando che non vede l’ora di guardare questa nuova versione delle avventure della Terra di Mezzo.

“Non vedo l’ora di guardare la serie quando arriverà. Perché? Sin da ragazzino volevo vedere una trasposizione de Il Signore degli Anelli come tutti gli altri, ma avevo il tarlo di dover realizzare la mia. Quindi ora non vedo l’ora di scoprire come altri realizzeranno la loro versione del mondo di Tolkien.”

In realtà, ci sono stati dei rumors riguardo un probabile coinvolgimento di Jackson nella realizzazione di tale serie tv targata Amazon ma lui ha subito smentito, affermando:

Non sono affatto coinvolto nella serie de Il Signore degli Anelli.

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Quindi adesso non ci rimane che aspettare nuove notizie ufficiali, sperando che la versione televisiva possa reggere il confronto con la pellicola.