5 motivi per cui amiamo Jim Moriarty

Spesso il cattivo è il personaggio più complesso.
Nella serie tv Sherlock di BBC, l’eterno dualismo tra bene e male viene rappresentato in modo estremo, con tinte che ci fanno ricredere sulle nostre opinioni. Da un lato, abbiamo Sherlock Holmes, che nonostante sia dalla parte degli angeli, dice lui stesso di non farne tuttavia parte. Dall’altro abbiamo un personaggio come James “Jim” Moriarty, il suo acerrimo nemico, il problema finale. Un diavolo? Certamente. Ma uno di quelli che molti spettatori, tra cui io, hanno imparato ad amare e a venerare.
I suoi comportamenti non sono corretti, non hanno nulla a che fare con il bene; Moriarty agisce per il caos e il più delle volte perché ama generare terrore. Non ha un solo attimo in cui si pente delle sue azioni; non si redime, non si scusa. Muore così come è vissuto. Ci sono molte scene in cui, nonostante amassimo Sherlock e John e tenessimo alle loro sa-crissime vite, in qualche modo ci siamo sentiti vicini a Moriarty. Il suo savoir-faire, le sue uscite di scena, i suoi trucchetti, le sue battute; il suo essere sempre e comunque un passo avanti a Sherlock, anche quando lo crediamo finito. Ma perché ci siamo innamorati di lui visceralmente?

Stayin’ Alive

Si presenta così James Moriarty: cattivo per eccellenza, spostato, folle egocentrico, una persona quasi al limite dell’indecenza. Lo incontriamo la prima volta durante la season 1; si finge il fidanzato di Molly Hooper per tastare il territorio di Sherlock, imparare le sue debolezze e capire come agisce. Nella terzultima puntata svela il suo volto, fa cadere la sua maschera e mette in chiaro le sue intenzioni. Sembra intenzionato a far saltare in aria John, Sherlock e il luogo dove si trovano. Quando, improvvisamente, lo chiamano al telefono e qualcuno – coff coff – lo costringe a rivedere i suoi piani.
La suoneria Stayin’ Alive ci fa inevitabilmente provare molta simpatia nei suoi confronti. Ci si chiede: “ma può una persona simile avere un animo tanto trash?”
Così parrebbe. Ed è da qui che comincia il nostro viaggio d’amore. Le risatine isteriche, l’eccessiva enfasi che pone su ogni parola, come se da ognuna dipendesse l’intera serie.

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